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Università di Chieti e Labozeta SpA: un’alleanza per la Terza Missione tra ricerca, impresa e società

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Si è conclusa oggi, presso l’Aula Multimediale dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, una giornata di riflessione e visione sul futuro della Terza Missione universitaria, intesa come ponte attivo tra mondo accademico, sistema produttivo e società civile.

L’incontro, promosso congiuntamente da AIDP (Associazione Italiana per la Direzione del Personale), ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e Università Ud’A, ha visto la partecipazione di esponenti istituzionali, accademici e del mondo imprenditoriale, riuniti per discutere di innovazione, valorizzazione delle competenze, e del ruolo strategico delle università nel tessuto economico e sociale.

Tra i relatori intervenuti: il Prof. Liborio Stuppia, Magnifico Rettore dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e il Prof. Enrico Miccadei, Delegato alla Terza Missione dell’Ateneo.

L’incontro ha messo in luce il Protocollo d’Intesa siglato tra l’Università di Chieti e Labozeta SpA, società specializzata nella progettazione di laboratori scientifici avanzati. L’intesa nasce con l’obiettivo di dare piena attuazione alla Terza Missione universitaria, promuovendo la divulgazione del sapere, la valorizzazione delle eccellenze accademiche e l’incontro tra ricerca e impresa.

Per Labozeta Spa è intervenuto Alessandro Ambrosin, direttore Comunicazion e & Marketing, il quale ha sottolineato come “la conoscenza non può restare chiusa nei laboratori o tra gli addetti ai lavori, ma deve essere comunicata, condivisa, messa in circolo per generare ricchezza sociale, culturale e civile.”
Labozeta ha inoltre messo a disposizione dell’Ateneo il proprio ufficio comunicazione, impegnandosi a promuovere progetti di ricerca, percorsi formativi e iniziative culturali attraverso strumenti editoriali, eventi pubblici, pubblicazioni scientifiche e campagne divulgative.

“La Terza Missione – ha aggiunto Ambrosin – non deve restare una parola astratta, ma deve tradursi in azioni concrete capaci di includere anche chi oggi si trova ai margini del sistema: persone con percorsi fragili, precari, ma con grandi potenzialità. L’università, come ha dimostrato l’apertura intelligente di Chieti, deve farsi luogo di incontro e collettore di saperi, valori e visioni”.

Particolarmente apprezzato anche l’approfondimento sui progetti futuri condivisi tra pubblico e privato, tra cui iniziative di formazione congiunta, master, conferenze, attività editoriali su scienza, sostenibilità, innovazione, salute e cultura, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra università e territorio.

La giornata si è conclusa con l’auspicio, condiviso da tutti i presenti, di rivedersi a settembre per un nuovo appuntamento operativo, volto a dare seguito ai temi emersi, con il lancio di azioni progettuali comuni.

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