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Biotech, torna la settimana europea

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ROMA – Il BIOTECH vive tra noi. Perché “biotecnologia vuol dire certamente futuro, ma biotecnologia è assolutamente e certamente anche presente”. Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec, spiega così il messaggio dell’Ebw, l’European BIOTECH Week che da oggi 25 settembre a domenica 1 ottobre celebra un settore destinato a trainare sempre di più l’economia mondiale: “Nei Paesi dell’Ocse – sottolinea all’AdnKronos Salute il numero uno dell’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie – da qui al 2030 si prevede che il BIOTECH passi dall’1% del Pil al 2,7%”. Più di un raddoppio, per un comparto che vede la Penisola da tempo in prima linea. E ancora una volta ‘medaglia d’oro’ in Europa per numero di iniziative ospitate nella Settimana dedicata: circa 90 in oltre 30 città lungo tutto lo Stivale. Convegni per addetti ai lavori, ma non solo. Anche seminari, playdecide sulle malattie rare, laboratori educativi, dibattiti pubblici, spettacoli e porte aperte nei centri in cui le idee più avveniristiche si trasformano in realtà. Uno show della scienza per accorciare le distanze fra ricercatori, istituzioni, pazienti e cittadini, con un occhio attento ai giovani. Oltre l’85% circa degli eventi in programma quest’anno si rivolge infatti agli studenti, dalla scuola primaria all’università.

Giunta alla quinta edizione, la Settimana delle biotecnologie fu lanciata una decina di anni fa in Canada ed è sbarcata in Europa nel 2013 – 60° anniversario della scoperta della struttura del Dna – per volontà di EuropaBio, l’Associazione della bioindustria europea. Organizzata in 18 Paesi con centinaia di appuntamenti, in Italia viene coordinata e promossa da Assobiotec, parte di Federchimica e membro fondatore di EuropaBio. E dall’anno scorso la Settimana è diventata una kermesse planetaria, coinvolgendo anche America, Asia e Oceania in una Global BIOTECH Week che vuole testimoniare quanto le biotecnologie rappresentino “una risorsa senza confini, capace di offrire soluzioni alle grandi sfide della società” sul fronte della salute, dell’agroalimentare, dell’industria e ambiente.

Forte in Italia di 541 aziende che nel 2015 hanno generato un fatturato di oltre 10,5 miliardi di euro (Aggiornamento congiunturale 2017 Assobiotec-Enea), il BIOTECH ci circonda e ci farà sempre più compagnia. Da stime Ocse, nel 2030 saranno biotecnologici il 50% dei prodotti agricoli, l’80% dei farmaci e il 35% dei prodotti industriali di uso quotidiano: dagli additivi alimentari alla plastica, fino ai detergenti. Già oggi “abbiamo una serie di esempi in tutte e 3 le nostre aree principali: scienze della vita, agroalimentare, industria e ambiente”, osserva il numero uno di Assobiotec. A cominciare dall’universo salute con “i vaccini come quello che ha permesso di debellare la poliomielite”, oppure “l’insulina, il primo farmaco biotecnologico di cui da tanti anni i pazienti con diabete possono giovarsi”. O ancora “le terapie avanzate come la terapia cellulare, la terapia genica e la terapia rigenerativa, alla base di nuovi trattamenti per malattie rare o ultrarare”. Nel settore agroalimentare Palmisano cita “mais geneticamente migliorati che resistono meglio alla siccità”.

O “piante di cotone, ma anche di pomodoro San Marzano, che resistono all’aggressione dei parassiti. Un caso straordinario è quello del Golden rice, un riso che con l’inserimento biotecnologico di una vitamina ha permesso di ridurre al minimo i casi di cecità nei bambini dei Paesi poveri”. Infine, nell’area ambiente e industria ci sono “l’energia prodotta partendo dalle alghe o ancora l’economia circolare – la bioeconomia – che partendo dai rifiuti permette di evitare il consumo di derivati del petrolio”. “Siamo convinti – conclude il presidente di Assobiotec – che la Settimana delle biotecnologie possa essere un’occasione preziosa per sostenere la necessità di un approccio fiducioso verso la scienza e le innumerevoli possibilità che ci offre. E per far comprendere alla cittadinanza, partendo proprio dagli studenti delle scuole, che le biotecnologie non sono nemiche della vita, bensì vengono dalla vita e ci aiutano a vivere meglio”. 

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