Oltre 170 partecipanti all’edizione milanese del meeting. Il fondatore Stefano Cinti racconta come il confronto tra discipline possa aprire nuove strade alla ricerca biomedica.
Far incontrare competenze diverse, dare spazio ai giovani e trasformare il confronto in nuove collaborazioni. È la formula di AMYC-BIOMED, il congresso dedicato ai ricercatori under 40 che unisce chimica, bioingegneria, nanotecnologie e altre frontiere delle scienze biomediche.
Una scelta concreta distingue il meeting: niente sessioni parallele, per spingere ciascuno a uscire dal proprio ambito e lasciarsi sorprendere dalle idee degli altri. Anche attraverso gli Slam: cinque minuti e una sola slide per raccontare una ricerca.
«Le sfide si possono superare solo dall’unione delle competenze», sottolinea Stefano Cinti, professore di Chimica analitica all’Università Federico II di Napoli.
Nell’intervista, Cinti spiega il valore di questa contaminazione, le opportunità per i giovani scienziati e le prospettive del prossimo appuntamento, a Cagliari nel 2027.
