Oltre 500 persone al Conservatorio Santa Cecilia di Roma per una serata dedicata a medici, ricercatori e professori. Protagonista la Cappella Musicale Costantina, diretta dal Maestro Paolo De Matthaeis. Nel bis, l’emozione de “L’estasi dell’oro” di Ennio Morricone.
Ci sono luoghi nei quali la musica diventa qualcosa di più di un ascolto: un’esperienza condivisa, capace di avvicinare le persone e dare voce a sentimenti che le parole, da sole, faticano a esprimere. È accaduto il 2 ottobre al Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma, dove Labozeta SpA ha riunito il mondo della ricerca e della cura in occasione del Gran Galà della Medicina.
Una sala gremita con oltre 500 persone provenienti da tutto il mondo ha accolto questa serata speciale dedicata a medici, ricercatori, professori e a tutte le persone che, attraverso il proprio lavoro, si prendono cura degli altri. Un omaggio a chi cerca risposte, costruisce conoscenza, accompagna la fragilità e dedica competenza ed energie alla salute della persona.
A dare forma musicale a questo riconoscimento è stata la Cappella Musicale Costantina, diretta dal Maestro Paolo De Matthaeis, con una formazione composta per l’occasione da 50 professori d’orchestra e 40 coristi e la partecipazione del soprano Cristina Park. Novanta interpreti hanno portato sul palco la forza dell’incontro tra strumenti e voci, coinvolgendo i presenti in un percorso carico di emozioni.

Il concerto ha offerto a una comunità abituata alla responsabilità della ricerca, dell’insegnamento e della pratica clinica uno spazio diverso nel quale ritrovarsi. Un tempo da condividere attraverso la bellezza, nel segno di quella sensibilità umana che accompagna ogni autentico gesto di cura.
La scelta di Labozeta di dedicare questo appuntamento ai protagonisti della medicina esprime un’attenzione che va oltre il singolo evento. Per una realtà che opera accanto al mondo dei laboratori scientifici, incontrare le persone che animano ogni giorno questi luoghi significa riconoscere il valore umano del progresso: dietro una scoperta, un risultato sperimentale o una nuova possibilità terapeutica ci sono studio, collaborazione, perseveranza e responsabilità.
Anche per questo, l’immagine dell’orchestra ha assunto un significato particolare. Competenze diverse, unite dall’ascolto reciproco, concorrono a un risultato comune. Un’affinità con il mondo della medicina e della ricerca, dove il contributo di ciascuno acquista forza nella capacità di lavorare insieme.
Il finale ha reso ancora più intenso il legame tra la musica e il luogo che la ospitava. L’omaggio a Ennio Morricone ha riportato idealmente le sue composizioni nel Conservatorio dove il Maestro si formò, diplomandosi prima in tromba e poi in composizione sotto la guida di Goffredo Petrassi: una tappa fondamentale del percorso che lo avrebbe reso celebre nel mondo.
E proprio nel bis, con “L’estasi dell’oro” con il soprano Giulia Patruno, che la serata ha trovato uno dei suoi momenti più emozionanti. Una musica capace di attraversare generazioni e confini, che ha suggellato l’incontro tra la grande tradizione musicale e una comunità internazionale riunita per celebrare il valore della cura.
Per Labozeta, il Gran Galà della Medicina è stato un modo per dire grazie. A chi lavora nei laboratori, nelle università e negli ospedali. A chi forma le nuove generazioni e a chi continua a cercare. A tutte le persone che, ogni giorno, mettono il proprio sapere al servizio della vita.
